I 6 errori che le startup devono evitare in una strategia growth hacking

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Lanciare la propria iniziativa, la propria startup è una sfida molto grande. Il B2B è affollato ed è pieno di rischi e tecnicismi che devono essere conosciuti. Le startup che si affacciano nel B2B devono spesso iniziare un viaggio senza una mappa del tesoro a disposizione. La lead generation e la costruzione del brand sono le parti più difficili durante la loro evoluzione perché, a differenza che nel B2C, raggiungere i clienti e mantenerli non è così facile. Il Growth hacking è una delle strategie che i responsabili marketing in settori B2B hanno adottato per superare le difficoltà. Perché?

Il Growth Hacking raccoglie tutte le tecniche non convenzionali come il marketing virale, i social media e le pubblicità mirate. Queste idee innovative vengono adottate come alternative convenienti rispetto ai metodi tradizionali. Allo stesso tempo, queste idee hanno anche la capacità di generare risultati eccezionali. L’obiettivo del Growth Marketing è di raggiungere una grande crescita in tempi rapidi per la propria iniziativa B2B. L’utilizzo di queste tecniche permette di ottenere grandi benefici alle startup che operano in ambito B2B:

  • Con un approccio cliente-centrico, il growth hacking permette di aumentare le vendite della startup.
  • Permette la creazione rapida del brand e il suo riconoscimento.
  • Ha un tempo di saturazione breve e permette di ottenere risultati già nel breve periodo.
  • È un’alternativa conveniente, quindi non richiede neanche da parte delle startup un ingente capitale.

Una comprensione profonda e la giusta esecuzione delle tecniche di growth hacking possono portare una startup al livello di crescita successivo in un tempo relativamente breve.

Ci sono degli errori però che andrebbero evitati per non dover poi spendere ulteriore budget per doverli sistemare, qui di seguito i sei che abbiamo trovato:

#1 Non analizzare una tecnica prima di applicarla

analizzare

Il più grande errore che si può fare una startup è di applicare una tecnica di A/B testing senza considerare se è la soluzione più adeguata per il proprio prodotto. Ogni prodotto e mercato sono unici e hanno bisogno di tecniche di marketing differenti. Utilizzare un’idea solo perché ha ottenuto successo per un’altra impresa senza una solida analisi dietro può fare più male che bene alla startup. Suggeriamo per evitare questo tipo di errore un’analisi del prodotto, del proprio cliente e dei competitors.

#2 Non capire il comportamento del consumatore

capire comportamento consumatore

Il panorama attuale ha messo il consumatore al centro della catena di acquisto e vendita. Una startup B2B deve capire a fondo il comportamento dei proprio clienti se vuole trionfare. Informazioni riguardo la domanda dei consumatori, il ciclo di vendita, i commenti dei consumatori e le loro reviews devono essere collezionati e usati per sviluppare strategie di marketing. Se si prende sotto gamba questo tipo di approccio si potrebbe offrire al cliente finale un prodotto o un servizio che non risponde ai suoi reali desideri. A tal proposito capire la propria buyer persona è molto importante.

#3 Non prestare attenzione al risk management

risk management

Un altro errore è la mancanza di attenzione al risk management. Il rischio è una parte indispensabile del business, indipendentemente dal prodotto con il quale si sta lavorando. Un piano di risk management dovrebbe essere al centro di qualsiasi strategia di business. Infatti, può essere usato come strumento per aumentare la reputazione dell’impresa oltre che la sua crescita. Un esempio su tutti è quello di Airbnb  che durante l’Uragano Sandy nel 2012 ha ridotto di molto le sue tariffe e ha offerto un alloggio a tutte quelle persone che erano in difficoltà a seguito di questa calamita naturale, una saggia strategia di marketing che ha avuto un ROI nel lungo periodo molto importante.

#4 Considerare la crescita come un lavoro sulle spalle di una sola persona

lavoro di gruppo

Pensare che il growth hacking sia il lavoro di una singola persona è un approccio fallimentare, l’intera organizzazione deve essere coinvolta. La lead generation è un processo che riguarda il dipartimento di marketing, quello commerciale e l’attenzione al cliente per questa ragione devono lavorare in sintonia e scambiarsi idee e opinioni in modo da far nascere nuove idee volte alla crescita aziendale.

#5 Non focalizzarsi sui benefici che si stanno offrendo

benefici prodotto

La presentazione del prodotto è la prima cosa sulla quale dovrebbe lavorare una startup. Il modo in cui presenti il prodotto ad un possibile acquirente fa la differenza nella creazione delle vendite e del fatturato per la tua impresa. C’è una tendenza a focalizzarsi sulle caratteristiche e le funzioni del prodotto e troppo spesso se ne dimenticano i benefici. Questo è un errore che può avere un impatto sulla generazione di nuove opportunità di vendita nel lungo periodo.

#6 Ignorare i costi

ignorare i costi

Una startup deve avere un budget su tutti i processi interni come per esempio: marketing digitale e la gestione dei social media. Ignorare I costi o fare degli errori nelle previsioni può avere un grosso impatto nella crescita future dell’impresa. Bisogna mantenere sotto controllo il Cost Per Acquisition (CPA) durante l’esecuzione della propria strategia. Questo indicatore darà una buona approssimazione rispetto alla strategia e i suoi risultati attesi, indicando alla startup se è meglio continuare con la strategia attuale o cambiare approccio.

Il Growth hacking è un elemento essenziale per ogni startup B2B per il suo approccio aggressivo e con un focus sui risultati, in breve tempo si possono già avere risultati significativi. Gli errori però sono sempre dietro l’angolo e possono avere un grande impatto sulla strategia adottata. Un’analisi attenta, una esecuzione impeccabile e la capacità di essere flessibili e adattarsi ai cambi repentini nel mercato sono i modi migliori per eliminare questi errori e portare la propria startup a crescere permettendogli di fare quel passo in più che spesso contraddistingue le poche startup che hanno successo da quelle che purtroppo scoprono troppo tardi di aver sbagliato nel loro approccio al mercato.

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