Alla scoperta del Growth Hacking con i Growth Agents 3

Growth agents agenzia di Growth Hacking

Oggi mi sono seduto a fare due chiacchere con Claudio, Filippo, Marco, Giacomo, Emanuele di Growth Agents, la prima Growth Intelligence Agency.

1) Ciao Claudio, Filippo, Marco, Giacomo, Emanuele si parla molto di cosa significhi veramente Growth Hacking, voi come lo definite?

Per noi Growth Hacking significa fare marketing scientifico, per accelerare e rendere continua la crescita di prodotti/servizi digitali tramite processi replicabili e una metodologia basata in gran parte sul testing.

2) Automatizzare i processi ripetitivi è una parte importante del processo di Growth Hacking voi la inserite prima o dopo l’analisi dei dati?

Dopo, perché tendenzialmente andiamo ad automatizzare solo ciò che abbiamo prima verificato funzionare bene a tal punto da renderlo replicabile e massimizzarne i risultati. Questi generano a loro volta dati, che analizziamo costantemente secondo un processo continuo di apprendimento-miglioramento, dello sviluppo del prodotto e delle azioni di marketing.

3) Siete stanchi del termine Growth Hacking oppure pensate che in Italia ci sia ancora bisogno di capirne a pieno il potenziale?

Ci spiacerebbe se diventasse l’ennesima buzzword in ambito digital, questo sì, e sarebbe paradossale dal momento che si tratta marketing scientifico, esattamente l’opposto del fumo negli occhi profuso da chi parla di facili ricette per la viralità sui social ecc.
Per questo siamo molto contenti se questo blog in cui c stai ospitando potrà contribuire a fare chiarezza su cosa sia e a cosa serva il Growth Hacking.

4) Avete tutti chi più, chi meno dei profili differenti. Chi si occupa di cosa all’interno di Growth Agents? Ci descrivi brevemente i ruoli?

Siamo cinque co-fondatori e copriamo le aree di competenza di sviluppo e design con Marco
Interaction Designer e molto forte anche nello sviluppo iOS (Apple che lo ha premiato per alcuni dei sui recenti lavori), Emanuele che è il nostro full stack developer (ha 22 anni ma scrive codice come un senior, è un talento) e le principali aree di marketing e business analysis con Claudio, Filippo e Giacomo.

5) Quali software e processi utilizzate?

I software sono segreti 😉 Che Agents saremmo altrimenti? I processi invece sono alla luce del sole, o almeno del vostro schermo (li evidenziamo dove descriviamo la nostra metodologia
sul nostro sito perché vogliamo condividere con i nostri clienti il nostro metodo di lavoro).
Il principale modello che adottiamo per strutturare il processo di crescita in 5 fasi è il modello AARRR (Acquisition, Activation, Retention, Referral, Revenue) e permette di progettare la crescita del prodotto partendo dall’acquisizione di traffico qualificato, ossia altamente convertibile in clienti, fino all’ottimizzazione di tutti i processi che consentono di massimizzare proprio le conversioni, quindi le revenue.

6) Secondo voi il Growth Hacking è una cosa che si può applicare solo alle startup oppure anche a PMI e grandi Imprese?

Non solo le Startup ma anche le aziende consolidate e grandi brand lanciano sul mercato nuovi prodotti o hanno bisogno di far crescere specifiche aree del business che diventano più strategiche. Se c’è da accelerare un processo di crescita poco importa delle dimensioni dell’azienda; se questa ha una componente digitale, e sfido a trovare chi ad oggi sia 100% offline, allora può trarre vantaggio dall’applicare strategie e tecniche di GH.

7) Che consigli dareste a chi si sta avvicinando al Growth Hacking?

Di non aspettarsi di accedere a un magico kit di trucchetti per raddoppiare il traffico al proprio sito o il download della propria app. Alcuni trucchi ci sono anche ma sono inutili nel medio e lungo periodo se non si recepisce il Growth Hacking come una metodologia per progettare piani di crescita sulla base di una strategia complessiva per la crescita del business.


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3 commenti su “Alla scoperta del Growth Hacking con i Growth Agents

  • Franco Di Cicco

    Ottimo articolo, che contribuisce a far luce sulla pratica di growth hacking.
    Aggiungo che il Growth Hacking – poco conosciuto in Italia ma molto diffuso all’estero, specie in USA – trovera’ sempre piu’ applicazione anche da parte delle aziende italiane, man a mano che sviluperanno applicazioni digitali e si realizzera’ la cosidetta Digital Transformation / Indusrty 4.0.
    Molte aziende anche in Italia, infatti, stanno sviluppando applicazioni digitali , si lanciano nell’e-commerce, si cominciano a preoccupare di “customer experience”. . Ma poche sanno che per rendere davvero efficaci queste iniziative digitali , per renderle produttrici di ricavi e di profitti aggiuntivi e’ importante utilizzare esperti di growth hacking che sanno come far crescere il business digitale per davvero.

    • Fabrizio

      Ciao Franco,

      Grazie mille per il commento, condividiamo tutto quello che hai scritto. Siamo pionieri, ma il fatto che il mare non sia tanto affollato al momento ci va più che bene.

      • Anonimo

        Assolutamente d’accordo. Un mare di opportunita’ poco affollato (per ora). Percio’ occorre proporsi con energia, forza e fantasia per occupare piu’ spazio possibile il piu’ rapidamente possibile…