Come sviluppare una strategia di Growth Hacking

come sviluppare strategia growth hacking

Che abbiate già confidenza con il termine Growth Hacking o sia la prima volta che sentiate questo termine non fa molta differenza, il Growth Hacking è una realtà ed è il motivo per cui possiamo assistere alla crescita mostruosa di alcune (ex)startup come ad esempio Uber.

Crescita uber dal 2009 al 2014

Il Growth Hacking è una strategia di marketing che mescola creatività, curiosità e analisi con lo scopo di far crescere il più possibile un’impresa, grazie all’impiego di strategie innovative. A tutti coloro che non hanno ancora dimestichezza con il tema, consigliamo di leggere il nostro post “Che cos’è il Growth Hacking“.

Fatta questa piccola introduzione sul tema, vediamo ora in concreto come sviluppare una strategia da vero Growth Hacker che potrai applicare alla tua impresa.

4 step fondamentali per una strategia di Growth Hacking

#1 Dai alla persone ciò che vogliono

Sicuramente starai pensando che è un punto di partenza ovvio per un’azienda, giusto?! Be, ti posso assicurare che non è così, e se ti fermi a pensare a tutti i prodotti/servizi mediocri che hai incontrato nella tua vita ti renderai conto a cosa mi sto riferendo.

Come ovviare a questo problema? Feedback. Lanciare un prodotto “perfetto” è molto difficile, se non quasi impossibile. Se da un lato è vero che la velocità con cui le informazioni corrono su internet è così alta che, se il tuo prodotto è un cattivo prodotto verrà additato come tale in un tempo molto ridotto rispetto a quello impiegato per crearlo, è tuttavia vero anche che internet è una fonte immensa di informazioni.

Trasforma i tuoi punti deboli nella tua forza

Immagazzina informazioni e tenta di rilasciare una versione aggiornata il prima possibile, verrai ripagato. Neil Patel, blogger enfant prodige di fama mondiale, in merito al progetto Crazy Egg ha così dichiarato “Grazie alla nostra rapida risposta in merito ai feedback ricevuti siamo riusciti ad ottenere un prodotto decente, dopo 6 mesi, per il quale i clienti erano felici di pagare. Non solo, il buzz prodotto dal lancio di un aggiornamento ci ha aiutato ad avere una lista d’attesa di 10.000 persone prima che Crazy Egg fosse lanciato.”

Come fare ad ottenere Feedback? Esistono molti modi e forme. Una di queste, ad esempio, consiste nell’invitare una lista di persone scelte (invito esclusivo) a provare il tuo prodotto/servizio e aspettare che siano loro a dirti quali sono gli aspetti da migliorare.

#2 Scegli un target preciso

Ogni prodotto nuovo ed innovativo ha un ciclo di vita (teoria della diffusione dell’innovazione).

teoria diffusione innovazione rogers

Come puoi vedere dal grafico, il processo di diffusione segue una curva di frequenza a forma di campana, ed i consumatori sono divisi in cinque categorie: innovatori, primi adottanti, prima maggioranza, tarda maggioranza e ritardatari. Se vuoi che il tuo prodotto abbia successo, dovrai passare con successo attraverso le prime 2 categorie (innovatori e primi adottanti).

E’ possibile che in questo momento ti stia chiedendo “Ma cosa ha a che vedere questo con il Growth Hacking?” La risposta è molto semplice, se il tuo target è “chiunque” non è possibile sviluppare alcuna strategia di Growth Hacking

Un Growth Hacker deve puntare ad un target specifico e minoritario realmente interessato al prodotto

In altri termini devi individuare la tua Buyer Persona e creare un profilo reale, e il più completo possibile, del tuo potenziale cliente.

#3 Crea un prodotto Virale

La terza fase consiste nel puntare alla fetta più grande del mercato. Stai ancora mirando al tuo target, ma in questa fase l’obbiettivo del Growth Hacker è quello di far conoscere il prodotto nelle piattaforme più conosciute ed importanti.

Non sottovalutare questa fase, essere virali consente di trasformare un buon progetto in un grande progetto ed è qui che un Growth Hacker deve far uscire il suo lato creativo. Di esempi di startup che sono diventate grandi imprese grazie ad un’azione virale ce ne sono molti. Qui vi vogliamo parlare di Dropbox.

dropbox

Vuoi aumentare lo spazio del tuo account Dropbox? Invita i tuoi amici e potrai ottenere fino ad un massimo di 16GB. In altre parole il prodotto migliora se sei tu a fargli pubblicità. Questa strategia, che mi sento di definire tanto semplice quanto geniale, ha permesso a Dropbox di passare da 4 a 100 milioni di utenti in 2 anni.

La stessa strategia è stata utilizzata più avanti anche da Groupon il quale regalava, e tutt’ora lo fa, 6€ di credito se inviti un amico.

Fare in modo che siano le persone che già utilizzano il tuo prodotto a farti pubblicità è sicuramente un growth hack di tutto rispetto ma, fare in modo che sia il prodotto stesso a pubblicizzarsi da solo, vuol dire raggiungere il livello successivo.

Fai in modo che sia il prodotto stesso a farsi pubblicità

Un esempio? WordPress. Oltre a rappresentare il 25% di tutti i siti internet, WordPress è anche gratis. Per far conoscere il prodotto gli sviluppatori hanno fatto in modo che nella versione Free apparisse il nome nella URL nella seguente maniera wordpress.iltuodominio.com. Così facendo tutti coloro che visitano il sito sanno che è stato fatto con WordPress.

#4 Non lasciare il cliente da solo

Secondo uno studio di Kissmetrics (leggi qui) il 68% dei clienti abbandona un’azienda a causa del trattamento ricevuto, se a ciò aggiungiamo che gli utenti che ritornano sul vostro sito sono il 50% più propensi ad acquistare rispetto ad un cliente nuovo e che gli utenti fidelizzati generano l80% delle entrate, è scioccante pensare che solo il 20% delle aziende si concentri su un aspetto fondamentale come la retention.

Nessun’impresa può pensare di avere buoni profitti senza una solida base di clienti fidelizzati

Immagina di iscriverti ad un sito che offre il servizio X e che questi ti mandino una mail di benvenuto senza però inviarti una guida per spiegarti come funziona lasciandoti, sostanzialmente, da solo. Cosa succederebbe? Le possibilità sono: 1) sei veramente interessato al prodotto/servizio e dunque ti armi di pazienza e cerchi di capirci qualcosa da solo, 2) cerchi un altro sito che offra lo stesso servizio. Ora, non so quali siano le percentuali di scelta ma, se devo basarmi sulle mie personali esperienze, credo come minimo l’80% delle volte ho optato per la seconda. Perché? Risparmio tempo.

In principio Twitter aveva lo stesso problema. Una volta iscritto ti inviavano una mail di benvenuto senza però darti una spiegazione di come e cosa fare il che, ovviamente, causava poco engagement. Come hanno risolto il problema? Suggerendoti persone da seguire. Questo non solo aumentò l’engagement ma funzionò anche come guida per i nuovi utenti.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questo post in merito a come sviluppare una strategia di Growth Hacking che spero vi stato utile. Tuttavia prima di concludere voglio chiarire un aspetto. Il Growth Hacking è dinamico, una maniera differente di attaccare il mercato, e un Growth Hacker non può avere una strategia vendibile per tutte le realtà imprenditoriali esistenti. Ovviamente esistono dei punti fermi, dei cardini, che devono essere presenti in una strategia di Growth Hacking (quelli chi vi ho precedentemente spiegato), ma ogni progetto è un progetto unico ed è proprio questa la sfida di un vero Growth Hacker. In conclusione, dunque, sei vuoi essere un vero Growth Hacker i miei consigli sono: Non fermarti mai, coltiva la tua passione, mettiti sempre in gioco, non vendere la tua come unica verità. Insomma…

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