Le metriche SEO che ogni Growth Hacker dovrebbe conoscere


Se stai leggendo questo articolo, ti starai chiedendo perchè un growth hacker dovrebbe essere interessato a conoscere le metriche principali della SEO: il growth hacking è una corsa ed ha obiettivi di crescita nel brevissimo periodo, la SEO, invece, è una maratona e i frutti del lavoro arrivano nel medio termine; e allora perchè ogni growth hacker dovrebbe conoscere questi indicatori SEO?

Per rispondere a questa domanda, bisogna prima partire dal concetto di growth hacking e di SEO.

Se hai già letto diversi articoli del blog, saprai già che il growth hacking è una mentalità, un approccio che, oltre a far leva sull’analisi e sulla programmazione, usa il digital marketing per far crescere il business velocemente con budget limitati.

La SEO (search engine optimization), invece, è un insieme di tecniche e strategie che ha come obiettivo quello di aumentare la visibilità di un sito, posizionandolo in cima ai risultati del motore di ricerca e ottenere, quindi, traffico qualificato e conversioni senza investire risorse in pubblicità sui motori di ricerca

Se il growth hacker deve far leva sul marketing online ma con vincoli di budget, allora la SEO rappresenta sicuramente un’opportunità, soprattutto per le startup.

Il sodalizio sta diventando così intenso da far nascere anche  il concetto di SEO growth hacking, ovvero la SEO orientata alla crescita organica in tempi rapidi; ovviamente, non si può parlare di growth hacking senza parlare anche di analisi e metriche ed ecco perchè ogni growth hacker dovrebbe conoscere questi 9 indicatori SEO

Conversioni Organiche

Definizione
L’obiettivo di un sito web è quello di far compiere un’azione a chi è atterrato su una determinata pagina e, quindi, di trasformare un visitatore in un lead e convertirlo in un cliente.

Il concetto di conversione organica ha diverse sfaccettature, a seconda dell’obiettivo del sito ma anche a seconda dello step del funnel su cui ci stiamo concentrando; ad esempio:

– se l’obiettivo del sito è quello di creare contatti qualificati che saranno poi convertiti in clienti dal team vendita, allora la conversione che interessa sono i lead (come ad esempio, l’iscrizione ad una newsletter)
– se, invece, l’obiettivo del sito è vendere online allora le conversioni che possono interessare sono sia i lead che, soprattutto, gli ordini generati.

Come si misurano
Le conversioni organiche possono essere misurate attraverso Google Analytics, creando al suo interno degli obiettivi e degli eventi.

Perché sono importanti
Se il numero di ordini generato è una conversione che è direttamente collegata alla natura del growth hacker, non va sottovalutata però la conversione dei visitatori in leads: un numero più alto di leads, infatti, equivale a un numero più alto di persone che potenzialmente completeranno il processo di acquisto.

Come migliorarle
In generale, sia i lead che gli ordini possono essere migliorati focalizzando l’attenzione sulle tecniche di CRO (conversion rate optimization) e sulla UX (user experience), il cui obiettivo è proprio quello quello di migliorare l’esperienza dell’utente e, di conseguenza, la sua conversione da visitatore a lead e da lead a cliente

Sessioni Organiche

Definizione
Le sessioni organiche misurano le visite al sito web che arrivano direttamente dai motori di ricerca come Google o Bing.

Prima di capire perchè le sessioni organiche rappresentano una metrica importante per un growth hacker e come misurarle, è necessario capire che cos’è una sessione.
Secondo la definizione di Google, una sessione comprende un gruppo di interazioni con un sito web in un determinato arco di tempo; ad esempio, una singola sessione può contenere più visualizzazioni di pagina o transazioni e-commerce. In altre parole, una sessione può essere definita come un contenitore per le azioni intraprese da utente sul sito.
Un singolo utente può aprire più sessioni nello stesso giorno o nell’arco di diverse settimane; una sessione organica termina dopo 30 minuti di inattività sul sito o a mezzanotte.

Come si misurano
Le sessioni organiche rappresentano il traffico organico e possono essere misurate direttamente su Google Analytics

Perché sono importanti
Nell’ambito della SEO, le sessioni organiche sono tra i KPI più importanti per il growth hacker perché un aumento del traffico aumenta il numero di occasioni di conversione, alimentando, quindi, la crescita dell’azienda.

Come migliorarle
Le sessioni organiche possono essere migliorate grazie ad ottimizzazioni on-page (quali contenuti che comprendono le parole chiave più cercate dal proprio target) e ottimizzazioni off-page (come ad esempio l’ottenimento di link da parte di siti autorevoli) ma anche grazie alle campagne online e offline che aumentano la brand awareness del sito. 

Posizionamento delle parole chiave

Definizione
Il posizionamento delle parole chiave (in inglese keywords ranking) indica come sono posizionate le parole chiave contenute nel tuo sito all’interno dei motori di ricerca; più parole chiave si hanno al primo posto e più alto è il posizionamento del tuo sito web per parole chiave che sono molto ricercate, meglio è.

I motori di ricerca, infatti,  conservano tutte le pagine che hanno indicizzato sotto forma di parole chiave contenute in milioni di database; quando un utente fa una ricerca, il motore, in una frazione di secondo, richiama il database che contiene quella parola chiave e restituisce tutte le pagine che la contengono. Di conseguenza, se il tuo sito web contiene diverse keywords che si posizionano al primo posto, la probabilità che l’utente clicchi proprio sul tuo sito è molto più alta; inoltre, se queste parole chiave sono anche molto ricercate, il sito otterrà molto traffico.

Come si misura
Il posizionamento delle parole chiave può essere misurato da diversi strumenti come, ad esempio, SemRush.

Perché è importante
Ogni growth hacker dovrebbe controllare questa metrica perché permette di raggiungere altri importanti obiettivi che sono propri del growth hacker, quali più traffico, più leads e, quindi, più vendite.

Come migliorarlo
Il keywords ranking può essere migliorato, ad esempio, con interventi on-site, come contenuti di qualità e la rilevazione delle abitudini di ricerca del proprio target.

Tasso di rimbalzo

Definizione
Il tasso di rimbalzo o bounce rate misura la percentuale di sessioni all’interno delle quali l’utente carica la pagina ma esce immediatamente senza compiere nessuna azione sul sito.

La metrica è calcolata dividendo il numero di sessioni senza interazioni con il numero totale di sessioni.
Secondo searchenginejournal.com, il valore medio del tasso di rimbalzo si aggira tra il 40% e il 60%: ciò equivale a dire che fatto 100 le sessioni di un sito web, circa la metà, solitamente, sono chiuse senza compiere nessuna azione; ovviamente, si tratta di una media e il valore varia a seconda dell’industria di appartenenza.

Come misurarlo
Il tasso di rimbalzo può essere misurato attraverso Google Analytics e indica, quindi, indirettamente la capacità di un sito e/o di una pagina di essere rilevante, facile da navigare e di rispondere esattamente alla ricerca dell’utente

Perché è importante
Il Bounce rate è un altro indicatore importante che ogni growth hacker dovrebbe monitorare; ma per quale motivo?

Per rispondere a questa domanda è necessario capire come la principale priorità degli algoritmi dei motori di ricerca è quella di soddisfare le domande, i dubbi e le curiosità degli utenti con risultati di ricerca rilevanti e di qualità che possano soddisfare l’utente stesso.
Quando un utente, dopo aver cliccato su un risultato, ritorna alla pagina dei risultati senza compiere alcuna azione, non ha soddisfatto il suo bisogno perché la pagina/sito non era rilevante per la sua ricerca; se il tasso di rimbalzo diventa troppo alto, un minor numero di persone troveranno il sito in linea con le proprie esigenze e, di conseguenza, un minor numero di persone diventeranno lead e convertiranno, impattando, quindi, sulla crescita del business.

Come migliorarlo
Il tasso di rimbalzo può dipende da svariati motivi e, a seconda della causa, può essere migliorato velocizzando il caricamento della pagina, allineando meglio le parole chiave con l’obiettivo del sito, migliorando la user experience, ecc

Pagine/Sessione

Definizione
La metrica pagine per sessione misura quante pagine, in media, gli utenti visitano all’interno di una sessione; va precisato che se un utente torna, ad esempio, due volte sulla stessa pagina nell’arco della sessione, l’indicatore conterà due pagine visitate.

L’importanza di questo indicatore dipende da due fattori:
– la profondità dell’architettura del sito;
– la complessità del funnel di conversione del sito.

Se il sito ha svariate pagine informative organizzate in temi o si tratta di un sito e-commerce dove gli utenti solitamente visitano diverse pagine prodotto e gli step per arrivare alla conversione sono diversi, in media, l’indicatore riporterà più pagine per sessione.

Come misurarle
Le Pagine per sessione possono essere misurate con Google Analytics e rappresentano, quindi, una metrica che indica l’engagement del visitatore.

Perché sono importanti
L’obiettivo del growth hacker è quello di far crescere il business, spingendo i visitatori a convertire; se il valore del sito non è alto e/o gli utenti non riescono a navigare al suo interno, il numero di pagine per sessione sarà basso e molti visitatori non si addentreranno nel sito così tanto da arrivare alla conversione, facendo perdere, quindi, opportunità di business all’azienda.

Come migliorarle
Il numero di pagine per sessione può essere migliorato, a seconda dei casi, inserendo CTA (call to action) più convincenti, creando contenuti più in linea agli interessi del proprio target o creando un flusso/gerarchia all’interno del sito che ricalchi maggiormente la buyer’s journey.

Durata media della sessione

Definizione
La durata media della sessione indica la lunghezza media di una visita al sito, ovvero quanto tempo l’utente spende all’interno di una sessione.

Tale indicatore dipende dalla qualità dei contenuti, da quanto profonda è la struttura del sito e/o l’alberatura dei contenuti; di conseguenza, più un sito offre svariati contenuti di qualità e/o più è profonda la struttura del sito, maggiore sarà la durata media attesa della sessione.

Come misurarla
La durata media della sessione si misura con Google Analytics

Perché è importante
L’indicatore riveste importanza per il growth hacker perché esprime, la qualità dei contenuti e quanto gli utenti sono incentivati a rimanere, leggere e compiere l’azione preferita dai growth hacker, ovvero convertire.

Come migliorarla
La durata media della sessione può essere aumentata creando contenuti rilevanti per il proprio target e focalizzandosi su CTA chiare e “ingaggianti”.

Tempo di caricamento della pagina

Definizione
Il tempo di caricamento di una pagina è una metrica che impatta sulla gran parte degli indicatori SEO visti in precedenza.

Per spiegare il perché di questa correlazione, basta pensare al comportamento di un utente:

– Se il sito richiede troppo tempo per caricare la pagina, è molto probabile che l’utente ritornerà alla pagina dei risultati, aumentando il tasso di rimbalzo.
– Se il sito si carica lentamente, il visitatore non sarà incoraggiato ad esplorare in profondità il sito e convertire, riducendo il numero di pagine per sessione, la durata media della sessione ed il numero di conversioni.

Il tempo di caricamento ottimale di una pagina dipende da una serie di fattori, come ad esempio la complessità del contenuto e la pazienza del visitatore; in generale, la maggior parte degli utenti abbandona la pagina se il caricamento richiede più di 3 secondi.

Come misurarlo
Il tempo di caricamento della pagina può essere misurato da strumenti come GTMetrics o Pagespeed Insights che, oltre a fornire indicazioni sulla velocità di caricamento, danno raccomandazioni su eventuali azioni di ottimizzazione 

Come migliorarlo
Seguendo gli insights forniti dagli strumenti, a seconda delle cause, il tempo di caricamento della pagina può essere ridotto, ad esempio, implementando azioni a livello di server, codice o immagine.

Pagine di uscita

Definizione
La pagina di uscita è l’ultima pagina visitata dall’utente prima di terminare la sessione.

Se il visitatore termina la sua sessione con la pagina di ordine confermato o dopo aver scaricato una guida, ha sicuramente avuto un’esperienza pienamente soddisfacente.
Se, però, un’elevata percentuale di visitatori esce da una pagina che per il sito non rappresenta la fine della customer journey, allora ci sono ampi spazi di miglioramento 

Come individuarle
Il dettaglio delle Pagine di uscita (o Exit Pages) può essere rintracciato all’interno di Google Analytics che, oltre ad individuare quali sono i principali colli di bottiglia, permette di calcolare il tasso di uscita (exit rate), dividendo il numero di uscite per il numero di pageviews per una determinata pagina.

Perché sono importanti
Se il visitatore non segue il customer journey del sito che termina con l’azione desiderata, come ad esempio l’acquisto, ma prima di arrivare al traguardo esce, si tratta di un’opportunità di conversione persa.

Come migliorarle
Se una pagina che non rappresenta una pagina di uscita tradizionale (es: ordine confermato) registra un tasso di uscita elevato, allora saranno necessarie delle ottimizzazioni in termini di CRO (Conversion Rate Optimization), UX (User Experience), contenuti e call to action.

Errori di crawling

Definizione
Google e altri motori di ricerca per valutare e indicizzare le pagine nei risultati di ricerca, scandagliano tutto il web e se trovano un sito che non permette un accesso completo ai contenuti non sono in grado di capire quanto sia rilevante e come ordinarlo nei risultati di ricerca. In questo caso, si parla di errori del crawl.

Ma cos’è il crawling?
Il crawling è il processo di scansione del web messo in atto dai motori di ricerca grazie a dei web crawler (es: Googlebot), ovvero software che, partendo da un elenco di siti web esistente, dalle mappe del sito (sitemap) fornite dai proprietari del sito web e dai link presenti nelle diverse pagine, trovano nuove pagine web e modifiche a pagine web esistenti, le analizzano, ne valutano la rilevanza permettendo così alla pagina di essere poi indicizzata.

Come individuarli
Gli errori di crawling possono essere trovati con Google Search Console

Perchè sono importanti
Gli errori di crawling sono importanti perché individuano quelle pagine che non danno accesso completo ai crawler e che, quindi, hanno problemi di indicizzazione con conseguente perdita di traffico e opportunità di business.

Come ridurli
Gli errori di crawling possono essere ridotti, a seconda della causa, agendo a livello di server (se ad esempio il crawler non riesce a comunicare con il server DNS) o di URL (se ad esempio la pagina non esiste più).

Conclusione

Il growth hacker, quindi, per far crescere il business utilizza anche la SEO e, dato che non c’è risultato senza misurazione, non può prescindere da questi importanti KPI (key performance indicators).

Focalizzando, infatti, la sua attenzione su queste metriche e impegnandosi a migliorarle costantemente, vedrà, mese dopo mese, crescere il traffico organico ma, soprattutto, aumentare:

– clienti;
– profitti;
– ROI dell’attività.

Buona SEO growth hacking!


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