Le principali differenze tra growth hacker e hacker


Negli ultimi anni la figura del growth hacker è diventata molto ricercata non solo dalle startup ma da tutte quelle aziende che hanno come obiettivo la crescita sostenibile.

Essendo un nuovo ruolo, molte persone lo associano alla più storica figura dell’hacker, nata invece negli anni 60; ma si tratta, quindi, di figure simili?

Nello slang, l’hacker è una persona che sa padroneggiare un’attività con talento.
Quindi, sia il growth hacker che l’hacker sono persone talentuose … ma in cosa si distinguono?
E’ il momento di fare un pò di chiarezza e di capire quali sono le principali differenze tra growth hacker e hacker.

Per fare questo risponderemo a 3 semplici domande:

  • Chi è il growth hacker?
  • Chi è l’hacker?
  • Quali sono le differenze tra growth hacker e hacker

Chi è il growth hacker?

Il termine growth hacker è stato coniato da Sean Ellis, fondatore e CEO di GrowthHackers, che ha aiutato molte startup (come ad esempio Dropbox) a far crescere velocemente la base clienti.Secondo Ellis, “a growth hacker is a person whose true north is growth” ovvero è una persona che mette in campo strategie, tattiche e iniziative il cui obiettivo unico è la crescita.

Il growth hacker può essere un marketer o un ingegnere; ciò che conta è il suo approccio, la sua ricerca ostinata della crescita attraverso competenze analitiche e creative che lo portano ad ideare iniziative di grande impatto a costi bassi; in altre parole, è una persona che fa della “massima resa, minima spesa” il suo motto.

Il growth hacker, perseguendo la crescita con metodi innovativi, entra in contatto con diverse aree aziendali (IT, Marketing, Product, ecc) e deve aver sviluppato un insieme di competenze a  forma di T per poter lavorare con funzione diverse e ideare strategie innovative; in altre parole, deve aver sviluppato:competenze generaliste (la parte orizzontale della T) quali sociologia, online marketing, programmazione, ecc, che gli consentono di capire come far leva sulle altre funzioni per raggiungere gli obiettivi di crescita;competenze specialistiche (la parte verticale della T) maturate, ad esempio, nel flusso di onboarding dei nuovi clienti,  da cui partire per creare iniziative di crescita con il contributo di altre funzioni aziendali.

Cosa fa il growth hacker?

Essendo una figura che crea da zero strategie innovative è difficile stilare una lista di azioni che il growth hacker mette in pratica, proprio perchè queste azioni ancora oggi potrebbero ancora non esistere.In generale, il growth hacker scardina i metodi tradizionali di evangelizzazione di un prodotto o di un brand e, facendo leva su cosa ad esempio fa il marketing, trova la via maestra per far conoscere il prodotto, il servizio, l’azienda nel minor tempo possibile e alla massima velocità.

Ad esempio, se l’azienda produce contenuti di qualità (ad esempio, articoli e guide) il growth hacker può, ad esempio, richiedere la condivisione dell’articolo sui social media o lasciare i propri contatti per scaricare la guida come condizioni imprescindibili per poter usufruire del contenuto.

Oppure, se l’azienda offre un codice sconto sul primo acquisto, il growth hacker può, ad esempio, richiedere la condivisione via mail / messaggio del codice sconto ai propri contatti come condizione per poter utilizzare il codice sconto.Questi esempi fanno capire come non esiste una ricetta da seguire; il growth hacker è come un chef che ogni giorno deve creare un nuovo menu: conosce gli ingredienti, inventa nuovi piatti, capisce se il menu funziona e lo perfeziona.Aziende come Netflix, Tinder e Uber rappresentano alcune delle aziende che hanno fatto fortuna grazie al growth hacker, raggiungendo obiettivi di crescita clamorosi.

Chi è l'hacker?

Chi è l’hacker?DefinizioneMolte persone immaginano l’hacker come un “topo informatico”, asociale e chiuso in casa intento a scoprire un modo per entrare nei computer personali o di qualche ente governativo.In realtà, l’hacker ha origini ben più nobili: siamo negli anni ‘60, al MIT, ed il termine veniva usato per indicare persone con capacità di programmazione, e intelligenza, superiori alla media.

Dai “primordiali” hacker sono venute fuori invenzioni che hanno cambiato il mondo: internet, il linguaggio di programmazione C, la stampante laser sono alcuni dei prodotti dei primi hackers.Il termine comincia ad assumere una connotazione negativa negli anni ‘80 quando un gruppo chiamato “The 414s” si infiltrò nei sistemi informatici di Stati Uniti e Canada; da allora, in poi, la figura è sinonimo di pericolo informatico.In generale, l’hacker è un esperto di informatica che conosce molto bene Window, Linux e tutti i principali sistemi operativi; ha una conoscenza approfondita dei linguaggi di programmazione (quali  PHP e Phyton) e capisce il funzionamento di tutte le componenti hardware.

Cosa fa l’hacker?

L’hacker, quindi, è uno specialista dell’informatica ma per capire cosa fa è necessario individuare le 3 tipologie di hackers che oggi si possono distinguere e che utilizzano le loro competenze per obiettivi diversi:

White hat hackers, o hackers etici, che lavorano per rafforzare la sicurezza dei sistemi informatici facendo dei penetration test per scovare eventuali falle informatiche e riportarle.

Black hat hackers che intenzionalmente accedono senza essere autorizzati ai sistemi informatici con cattive intenzioni quali furto di dati e soldi o arrecare altri danni per ottenere notorietà. I black hat hackers sono dei criminali per definizione che violano le leggi per scopi illeciti.

Gray hat hackers, a metà strada tra le prime due figure, che accedono in modo non autorizzato ai sistemi informatici ma, ad esempio, per risolvere vulnerabilità che hanno scoperto da soli.Possono quindi agire per il bene comune o essere spinti da motivazioni personali; ad ogni modo, gli hackers hanno a che fare con la sicurezza informatica con l’obiettivo o di rafforzarla o di sabotarla e usarla per propri interessi.

Quali sono le principali differenze tra growth hacker e hacker?

L’hacker è quindi una genio dell’informatica che sfrutta le sue capacità per scovare falle informatiche o sfruttarle per interessi personali.Il growth hacker, invece, è il genio del marketing che combina sapientemente competenze trasversali per raggiungere obiettivi ambiziosi di crescita.

Abbiamo, quindi, capito chi è il growth hacker e chi è l’hacker e adesso possiamo tracciarne le principali differenze:Il growth hacker ha competenze nel marketing, nell’informatica, nella sociologia mentre l’hacker è uno specialista dell’informaticaL’hacker ha come obiettivo rafforzare o minacciare la sicurezza informatica mentre il growth hacker ha come obiettivo la crescita sostenibile dell’azienda Il growth hacker lavora necessariamente in team mentre l’hacker non per forzaL’hacker lavora da solo, o ad esempio, in enti governativi mentre il growth hacker in start up e, in genere, in aziende orientate all’online.

Due figure totalmente diverse che però vengono accomunate da una sola cosa: la curiosità che li spinge a scoprire incessantemente nuovi modi per raggiungere i propri obiettivi.

Angelo Anello

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