Ludwig: Un bel caso di Growth Hacking tutto italiano

Ludwig startup

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Antonio Rotolo, l’ideatore di Ludwig. Fondata a Palermo nel 2014, questa startup ha ottenuto i primi fondi vincendo il Working Capital di Telecom Italia Catania di Tim, il che gli permise successivamente di essere ammessa al programma di accelerazione d’impresa.

Ma che cos’è Ludwig e quali sono i motivi del suo successo? Ludwig è un motore di ricerca linguistico che vi aiuta a scrivere correttamente in inglese, la sua forza risiede nel fatto che è in grado di fornire traduzioni istantanee e contestualizzate.

Oggi Ludwig può contare con 1 milione di utenti unici al mese in 168 diversi Paesi del mondo. Il tutto, raggiunto con un investimento di solo 1.000 euro in Marketing. Come ci sono riusciti? Ce lo spiega Antonio

Come vi siete conosciuti? come si è formato il team?

Siamo amici dai tempi della scuola o dall’università e lavoriamo insieme a questo progetto da giorno 0. Dopo avere fatto il ricercatore a Granada, al MIT e a Konstanz, la vita da ricercatore universitario iniziava a diventare ogni giorno meno stimolante. In particolare nel periodo che trascorsi al MIT (2014) capii che volevo intraprendere un progetto imprenditoriale e che ero disposto a sacrificare la ricerca universitaria. Il nucleo dell’idea di quello che sarebbe poi stato Ludwig nacque a Boston. Federico (Papa) e Roberta (Pellegrino) anche loro ricercatori avevano la stessa idea di vita e restarono folgorati dalla mia idea. Nel 2014 Telecom (Working Capital) supportò la nostra idea con un grant da 25.000 euro e così coinvolgemmo anche Francesco Giacalone, Salvo Monello, Francesco Aronica e qualche tempo dopo Daniele Tagliavia.

Siete partiti con poche risorse e nel giro di pochi anni siete arrivati ad avere più di un milione di utenti unici al mese, quali sono stati alcuni dei motivi che vi hanno portato a questo risultato?

Le costrizioni economiche di risorse e di mezzi economici, costringono a sperimentare strategie alternative e innovative per crescere. Alcune strategie funzionano, altre funzionano meno. L’importante è testare. Quando si trova una strategia che funziona si sfrutta più che si può. Quando smette di funzionare se ne cerca un’altra.

Quanto è stato importante per voi mantenere sotto controllo le metriche?

Tutti nel team siamo ossessionati dalle metriche e non c’è nessuno di noi che non sappia a memoria tutte le KPI.

Nel nostro caso, 5-6 metriche generali segnano lo stato di salute di Ludwig: numero di utenti unici, numero di ricerche, numero di utenti registrati, numero di subscriptions e revenues.

Usiamo soprattutto Google Analytics e un funnel simile al famoso funnel dei pirati, ma adattato alle nostre esigenze. Il nostro funnel è diviso in livelli a cui sono associati dei driver di crescita e 2-3 metriche che servono a monitorare i progressi su quel livello. Così frammentiamo il problema (in livelli) e possiamo fare esperimenti e monitorare le conseguenze dei nostri esperimenti sui livelli coninvolti.

Come funziona Ludwig?

Ludwig è un motore di ricerca specializzato nella ricerca di frasi. Realizzato per consentire a chiunque di scrivere in un perfetto inglese, Ludwig è un sistema di supporto alla scrittura basato sull’imitazione di testi provenienti da fonti affidabili (giornali, pubblicazioni scientifiche, etc.).

Ti permette di confrontare una tua frase in inglese con frasi corrette e provenienti da fonti autorevoli, in modo che tu possa capire da solo se la frase che hai scritto è corretta, in quale contesto venga usata ed eventualmente come correggerla o riformularla.

Perché avete deciso di rimanere in Italia e non andare in altri paesi per sviluppare la vostra iniziativa come molti fanno al giorno d’oggi?

Non lo so e me lo chiedo anche io. Sarà che avevamo girato il mondo abbastanza già prima di iniziare a lavorare a Ludwig?

Ludwig è un progetto internazionale per vocazione, abbiamo utenti da 200 paesi in tutto il mondo. Il 23% dagli USA, seguito da India, UK, Filippine, Australia, Canada, Vietnam e Italia. Fino ad ora il nostro posizionamento geografico non ci ha comportato particolari svantaggi rispetto al vantaggio di vivere in un posto che ci piace. Se in futuro rimanere in Italia dovesse diventare un fattore limitante, faremmo nuovamente le valigie. Come team poi siamo molto liquidi. La Sicilia è la nostra base (sede legale e operativa), ma lavoriamo spesso da remoto da città e stati diversi.

Secondo voi qual è il segreto di una startup di successo? Cosa fa la differenza?

Noi non siamo una startup di successo, siamo solo una startup che è cresciuta molto bene negli utlimi 12 mesi. Prima abbiamo trovato il nostro product/market fit, poi abbiamo avuto un po’ di fortuna (e magari anche un minimo di bravura) per crescere. Per questo motivo non mi sento in grado di dispensare perle di saggezza posticcia su come si faccia a creare una startup di successo. Posso solo raccontarvi come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto della nostra strada, il pezzo che ancora non abbiamo percorso ancora non lo conosco. Finora quello che ha fatto la differenza per noi è la tenuta della squadra. Lavoriamo quasi sempre da remoto, ma siamo amici dai tempi della scuola o dall’università. Ogni volta che le circostanze della vita ci hanno messo alla prova ne siamo venuti fuori più forti come squadra.

Avete qualche consiglio di marketing, growth hacking, PR per startup con un budget contenuto?

Studiare le strategie di acquisizione utenti dei competitor (diretti e indiretti) o di servizi comparabili permette di non dovere reinventare la ruota, di validare più velocemente sia il prodotto sia un canale di acquisizione e di risparmiare tantissimi test. Una volta raggiunto un buon grado di approssimazione, si può ritoccare la strategia facendo dei test per adattarla meglio alle proprie esigenze.

Se diciamo che Ludwig è il competitor di google translate sbagliamo?

Sì, se lo diceste sbagliereste, per una serie di motivi:

  1. Competere con Google Translate, migliaia di ingegneri formati a Stanford e MIT di Google e lo stato dell’arte sul Deep Learning non sarebbe stata una scelta oculata da parte nostra.
  2. Ludwig si concentra solo sulla lingua inglese e il 73% delle ricerche effettuate su Ludwig sono inglese – inglese.
  3. Google Translate fornisce traduzioni che spesso lasciano col dubbio l’utente. Ludwig permette di contestualizzare frasi all’interno di casi d’uso affidabili. Il concetto di fondo è diverso. Nel caso di Google Translate l’utente riceveve le risposte oracolari del traduttore (e resta col dubbio), nel caso di Ludwig l’utente è critico ed attivo, noi gli forniamo solo gli strumenti per capire.
  4. Ludwig usa anche Google Translate per il servizio di traduzione.

Google Translate è un servizio tanto bistrattato (tutti lo accusano di essere inaffidabile) quanto incredibilmente avanzato tecnologicamente. L’aiuto di Google Translate è inestimabile per avere una traduzione approssimativa di qualsiasi testo in qualsiasi lingua in un batter d’occhio. Senza uno strumento come Google Translate non avrei mai potuto leggere questo articolo su Ludwig sull’edizione in lingua Tamil sul The Hindu. Sicuramente non lo userei per scrivere un paper scientifico

Quali funzionalità pensate di implementare e quali obiettivi pensate di raggiungere nel 2018?

Stiamo lavorando per rendere il servzio più customizzabile secondo le esigenze di ciascun utente, per esempio permettendogli di selezionare fonti di lingua che preferisce, di gestirle per categoria e di caricare le proprie frasi.

Nel 2017 abbiamo aiutato 4,5 milioni di persone da 200 paesi a scrivere meglio in inglese, spendendo 0 euro in advertising. Nel 2018 il nostro obiettivo è raggiungere 20 milioni di utenti con un budget in advertising non di molto superiore a quello del 2017. È ambizioso, ma ce la possiamo fare.

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