Retargeting e Remarketing: cosa sono e perchè sono utili


Ti è mai capitato di visitare un sito web e l’indomani, mentre eri online, di vedere un annuncio dello stesso sito?
Oppure, ti è mai capitato di aggiungere un prodotto al carrello di un e-commerce e, dopo qualche giorno, ricevere una e-mail che ti ricorda che hai abbandonato il carrello?
Congratulazioni, nel primo caso sei stato “retargettizzato” e nel secondo, invece, “remarkettizzato”.

Remarketing e Retargeting sono termini simili che spesso però sono confusi, grazie anche allo zampino di Google che nel 2010 lancia un sistema di Retargeting chiamandolo però Remarketing

Se  vuoi sapere di più su queste due strategie, allora sei nel posto giusto perchè oggi risponderemo a queste domande: 

  • Perchè sono nati il Retargeting e il Remarketing?
  • Che cos’è il Retargeting?
  • Che cos’è il Remarketing?
  • Come fare Retargeting?
  • Come fare Remarketing?

Perchè sono nati il Retargeting ed il Remarketing?

Lo sapevi che solo il 2% dei visitatori converte la prima volta che atterra sul tuo sito web?

Questo numero potrebbe sembrarti molto basso, ma la verità è che è necessario del tempo per vincere la fiducia delle persone e convincerle a scegliere la tua azienda piuttosto che un’altra.

Puoi sicuramente riuscire ad incrementare il tuo traffico web ma potresti non vedere questi numeri trasformarsi in vendite o conversioni; l’obiettivo di un sito, infatti, non è solo quello di attrarre nuovi visitatori ma anche (e soprattutto) quello di far compiere un’azione a questi visitatori.

Le migliori persone da “targettizzare” per raggiungere questo obiettivo potrebbero essere, ad esempio, chi ha visitato il tuo sito più di una volta e/o chi ha già interagito digitalmente con la tua azienda in passato.

Il Retargeting ed il Remarketing nascono proprio dall’esigenza di intercettare e raggiungere clienti (o potenziali clienti) che hanno una probabilità di convertire molto più alta rispetto a chi visita il tuo sito per la prima volta, perchè si tratta di persone che già sanno cosa offri e come lo offri.

Se da una parte Retargeting e Remarketing hanno obiettivi simili, dall’altra parte esistono delle importanti differenze che vale la pena indagare; andiamo, quindi, a capire che cosa sono effettivamente e come puoi implementarli.

Che cos’è il Retargeting?

Come sappiamo, tutte le visite non si trasformano in conversioni: gli utenti atterrano sul tuo sito ma molti di loro non compiono subito l’azione che desideri (che potrebbe essere l’acquisto di un prodotto, la compilazione di un form, ecc) perchè magari vogliono fare altre ricerche, confrontare meglio il tuo prodotto con quello dei tuoi competitors, ecc.

Ebbene, il Retargeting ti permette proprio di raggiungere nuovamente questi utenti (ma non solo) e, grazie ad un semplice codice di tracciamento e ad un annuncio, li incentiva a ritornare sul tuo sito mentre stanno navigando su altri siti o facendo delle ricerche correlate al tuo business.

Il Retargeting può essere suddiviso in due categorie, a seconda del tipo di interazione che vuoi andare a “targettizare”:

  • Retargeting Off-site, meno comunemente associato al Retargeting vero e proprio, permette di intercettare utenti che non hanno mai interagito con il tuo sito ma che hanno caratteristiche in comune con i tuoi attuali clienti (ricerche simili, siti web visitati simili, ecc).
  • Retargeting On-site, ha l’obiettivo di intercettare utenti che hanno già interagito con il il tuo sito e i tuoi prodotti ma non si sono ancora trasformati in clienti; questo tipo di Retargeting consente di aumentare le conversioni ed è possibile targettizzare:
    • sulla base dei prodotti con cui hanno interagito;
    • sulla base di come gli utenti hanno trovato il tuo sito (social media, ricerca, ecc);
    • solo gli utenti della tua email list che non hanno ancora convertito.

Che cos’è il Remarketing?

Il remarketing, invece, fa riferimento a quelle campagne email che hanno come obiettivo il re-engagement dei consumatori nella Posta in arrivo attraverso tattiche quali:

  • invio di email dopo che il consumatore ha abbandonato il carrello;
  • invio di email dopo che il consumatore ha aggiunto un prodotto alla wish list (lista dei desideri);
  • invio di email sulla base degli acquisti precedenti (es: email che ricordano la scadenza di un abbonamento).

L’approccio risulta efficace perchè, come è possibile notare in tutti i casi elencati sopra, il potenziale consumatore ha già espresso interesse nei confronti di un determinato prodotto e, di conseguenza, per spingerlo a finalizzare l’acquisto, ha magari solo bisogno di un ulteriore stimolo.

Secondo lo studio “Marketing Personalization Preferences of Shoppers Worldwide”  di AgilOne, le email di Remarketing più efficaci possono essere divise in 3 categorie:

  • Prodotti in sconto, ovvero campagne email relative a prodotti su cui i consumatori hanno già espresso in precedenza una preferenza e che in quel momento sono  in sconto.
  • Programmi VIP, ovvero campagne email che offrono trattamenti speciali (es: sconti) e che fanno sentire il consumatore parte di una cerchia ristretta ed elitaria.
  • Carrelli Abbandonati, ovvero campagne email relative ai carrelli abbandonati.

In definitiva, il Remarketing si focalizza, quindi, su campagne email il cui obiettivo è generare conversioni da parte di potenziali clienti che hanno già interagito con il tuo sito in modo significativo.

Come fare Retargeting?

Il Retargeting può essere implementato in diversi modi ma prima di addentrarci nelle principali soluzioni che vengono offerte, è necessario capire quali sono le principali tecniche alla base:

  • Pixel-based
    Quando un potenziale consumatore naviga sul tuo sito, sul browser dell’utente viene installato un cookie; il cookie da una parte “segue” l’utente anche mentre naviga su altri siti e, dall’altra parte, permette alle piattaforme di advertising di mostrare degli annunci specifici relativi al tuo sito o ai prodotti/servizi che l’utente ha visualizzato sul tuo sito.
  • Liste di Retargeting
    Un altro meccanismo si basa, invece, sulle liste di Retargeting (ad esempio, liste di email degli utenti che hanno abbandonato i carrelli) che vengono fornite alle piattaforme, con l’obiettivo di mostrare annunci sui prodotti  la prossima volta che gli utenti navigheranno su Internet.
  • Retargeting sui social media (es: su Facebook, Twitter, ecc)
  • Ecc

Ma dove fare Retargeting? Le possibilità sono molteplici; qui puoi trovare 4 piattaforme dove poterlo fare:

1. Google Ads

Il Retargeting in Google Ads (definito impropriamente Remarketing) consiste in immagini statiche, immagini animate, video, annunci responsive e annunci testuali che vengono mostrati alle persone che hanno precedentemente visitato il tuo sito mentre navigano su Google, Youtube o su siti che fanno parte del network Google Display.

Google offre diverse opzioni di Retargeting:

  • Retargeting Standard che permette di mostrare gli annunci agli utenti che hanno già visitato il tuo sito mentre navigano su siti e apps del Display network;
  • Retargeting Dinamico che rappresenta una feature di Google Ads e che permette di mostrare annunci  che contengono prodotti o servizi che i tuoi visitatori hanno visitato in precedenza sul tuo sito;
  • Retargeting per mobile apps che permette di mostrare annunci su app mobile o su siti mobile alle persone che hanno usato in precedenza la tua app o visitato il tuo sito mobile;
  • Liste di Retargeting per la ricerca a pagamento che utilizza le keywords di ricerca come parametri per il Retargeting (ad esempio, nel caso di un hotel presente ad Amsterdam, si potrebbe utilizzare la keyword “hotel in Amsterdam” in modo tale consentire a Google di mostrare il tuo annuncio quando qualcuno cerca quella keyword sul motore di ricerca);
  • Video Retargeting che permette di mostrare i tuoi annunci ai subscribers del tuo canale Youtube o a chi ha interagito con i tuoi video
  • Email List Retargeting, conosciuto anche come Customer Match, che consente di caricare una lista di email su Google Ads, mostrando i tuoi annunci nel momento in cui gli utenti della lista accedono al proprio account Gmail.

2. Facebook

Con 2,5 miliardi di utenti attivi, le possibilità di fare pubblicità su Facebook sono infinite.

Mark Zuckerberg & Co. mettono a disposizione anche il Retargeting su Facebook che permette di mostrare annunci con soluzioni diverse a seconda delle tue esigenze:

  • Se vuoi entrare in contatto, ad esempio, con persone che hanno visitato il tuo negozio e di cui hai raccolto l’email, basterà creare una lista dei contatti da raggiungere e caricarla su Facebook seguendo un determinato format; si tratta di una procedura sicura (hashing) che sottopone la lista ad un metodo di sicurezza crittografica attraverso il quale i contatti dei tuoi clienti vengono trasformati in un codice randomizzato che non può essere invertito.
  • Se vuoi, invece, entrare in contatto con chi ha visitato il tuo sito web e mostrare, ad esempio, annunci su prodotti che hanno visto o abbandonato nel carrello, dovrai per prima cosa installare il pixel di Facebook su ogni pagina del sito (un pezzo di codice che permette di monitorare le azioni che le persone fanno sul tuo sito).
  • Se invece vuoi ri-connetterti con le persone che hanno interagito con la tua app, allora dovrai rivolgerti a degli sviluppatori che useranno l’SDK (software development kit) di Facebook per integrare il social nella tua app,

Il passaggio successivo sarà creare la tua Customer Audience (o pubblico personalizzato) a partire dalla lista o dalle informazioni che arrivano dal pixel o dall’SDK; in questi ultimi 2 casi, gli utenti possono essere aggiunti automaticamente alla tua customer audience sulla base delle azioni che vuoi “targettizzare” (es: visualizzazioni dei prodotti senza acquisto).

Infine, dovrai scegliere il tipo di inserzione; oltre a tutte quelle già disponibili, potrai scegliere tra quelle indicate per il Retargeting:

  • Inserzioni dinamiche che hanno l’obiettivo di mostrare articoli del tuo catalogo su Facebook, Instagram, Audience Network o Messenger in base alle azioni che l’utente ha eseguito sul tuo sito o nella tua app;
  • Retargeting su Messenger che ti consente di inviare promozioni su Messenger alle persone che hanno già interagito con la tua azienda.

3. AdRoll

A differenza delle prime due soluzioni, AdRoll è una piattaforma intermediaria che ha accesso a diversi partners pubblicitari (quali Google, Facebook, Bing, Yahoo e Twitter) che insieme fanno in pratica il 95% del web.

Se da un lato, la dimensione dell’audience che puoi raggiungere con la piattaforma è immensa, dall’altro (trattandosi di un intermediario) dal costo dello spazio pubblicitario che pagherai AdRoll tratterrà una percentuale per servire il tuo annuncio: in generale, la piattaforma lavora durante le aste per determinare dove investire efficacemente i soldi, con l’obiettivo di vincere il miglior spazio al più basso prezzo possibile.

Il Retargeting offerto è di tipo comportamentale e, di conseguenza, collegato alle azioni delle persone che hanno visitato il tuo sito web; inoltre, AdRoll dà la possibilità di applicare il targeting contestuale al Retargeting, con l’obiettivo di mostrare i tuoi annunci a fianco di contenuti a cui vuoi allineati al tuo brand.

4. Criteo

Come AdRoll, Criteo è una piattaforma intermediaria che si occupa di acquistare spazi per te, avendo una diretta relazione con i top publishers.
La piattaforma offre soluzioni di Retargeting Dinamico che usano il machine learning per “servire” annunci rilevanti in real time su web, mobile e social.

Tutto quello che ti serve è installare un pezzo di codice sul tuo sito per permettere all’Intelligenza Artificiale di Criteo di capire come i tuoi consumatori (attuali e potenziali) interagiscono con il tuo sito e mostrare raccomandazioni di prodotto nei tuoi annunci.
I principali punti di forza della piattaforma sono:

  • Ottimizzazione continua delle campagne grazie al machine learning.
  • Modelli predittivi che individuano (e mostrano)  prodotti che potrebbero interessare ai tuoi consumatori ma che non hanno ancora mai visto.
  • Personalizzazione dei diversi elementi dei tuoi annunci.

Come fare Remarketing?

Il Remarketing, basandosi sul re-engagement in email degli utenti che hanno già interagito con la tua azienda, può essere messo in piedi grazie alle diverse piattaforme di e-mail marketing che offrono soluzioni di marketing automation.

L’automation permette di inviare automaticamente una mail sulla base, ad esempio, del comportamento dei tuoi consumatori: carrello abbandonato, visite alle pagine prodotto, ecc.

Tali “eventi” agiscono da trigger (grilletto) e ciò permette alla piattaforma di inviare automaticamente email di Remarketing.

Molte piattaforme di email marketing offrono soluzioni di marketing automation ma, per fare Remarketing, è necessario anche poter integrare la piattaforma stessa al tuo e-commerce.

Ecco alcuni esempi di piattaforme con cui è possibile fare Remarketing.

1. Mailchimp

Mailchimp è una piattaforma di email marketing americana che offre diverse opzioni di marketing automation.

Nel caso del Remarketing, le soluzioni principali sono collegate alla feature “E-commerce” che viene “sbloccata” nel momento in cui collegherai il tuo e-commerce (se compatibile) a Mailchimp.

Una volta realizzato il collegamento, la piattaforma ti consente di inviare le seguenti tipologie di email che rientrano nella categoria di Remarketing e che si basano su alcuni trigger comuni:

  • Carrello Abbandonato che ti permette di inviare una email nel momento in cui il consumatore abbandona il carrello o non completa il check out. Questo tipo di trigger può essere usato come parte di una serie di email automatiche sul carrello abbandonato.
  • Email di Remarketing (impropriamente definite di Retargeting) che ti consente di inviare una mail dopo che un subscriber è atterrato sul tuo store da una mail di Mailchimp e ha visualizzato un prodotto. Questo tipo di trigger può essere usato come parte di una serie di email che, Mailchimp, definisce di product retargeting.

2. Hubspot

Puoi fare Remarketing anche con Hubspot, la piattaforma americana all-in-one che ha creato e diffuso il concetto dell’inbound marketing.

Anche in questo caso dovrai connettere il tuo ecommerce: Hubspot offre un’integrazione diretta se usi la piattaforma e-commerce Shopify o, in alternativa, un set di API per poter connettere il tuo store.

Una volta fatto, Hubspot offre diverse opportunità (che si basano sui cosidetti “workflow”) per farti ri-connettere via email con persone che hanno già interagito con il tuo sito web, tra le quali:

  • Recupero del Carrello Abbandonato che, analogamente a Mailchimp, consente di inviare una serie di email che ricordano di aver dimenticato qualcosa nel carrello.
  • Upselling che ti permette di inviare una serie di email automatiche a chi ha già acquistato dal tuo e-commerce, incoraggiandolo ad acquistare altri prodotti o versioni più premium.

3. MailUP

Mailup è una piattaforma di marketing automation italiana che offre la possibilità di integrazione diretta con Magento e Shopify e con altre piattaforme ecommerce attraverso le API che mette a disposizione.

Una volta integrato il tuo store online, potrai inviare email di Remarketing attraverso il motore di personalizzazione che consente, conoscendo l’HTML e il linguaggio di markup Liquid, la creazione e invio di email con contenuti personalizzabili estratti real-time dal tuo e-commerce; nello specifico le opzioni disponibili per il Remarketing sono:

  • Prodotti Raccomandati che permettono di inviare email contenenti prodotti che potrebbero essere di interesse ai tuoi consumatori perchè simili o affini a prodotti che che sono stati cliccati precedentemente dagli stessi.
  • Carrello Abbandonato che consente di inviare un’email di follow-up contente tutti o una parte dei prodotti rimasti nel carrello.

Conclusioni

Quando si confrontano Retargeting e Remarketing analogie e differenze diventano più chiare.

L’obiettivo condiviso è quello di aumentare le conversione da parte di coloro che sono più propensi ad acquistare i tuoi prodotti ma la differenza sostanziale è relativa alla strategia associata.

Il Retargeting si focalizza sugli annunci a pagamento e può assumere diverse forme ed essere indirizzato ad un ampio spettro di persone.

Il Remarketing, invece, si focalizza sulle campagne email ed ha l’obiettivo di raggiungere le persone che hanno già avuto interazioni con il tuo sito.

Se dovessi chiederti “meglio l’uno o l’altro”, la risposta sarebbe “entrambi”.
Entrambi, infatti, possono aumentare le conversioni del tuo e-commerce e dovrebbero, quindi, far parte della tua strategia marketing.

Dopo aver letto questo articolo, hai le idee più chiare? Ti abbiamo convinto a testare sia il Retargeting che il Remarketing?

Scrivici la tua opinione nella sezione commenti che trovi sotto … non vediamo l’ora di “leggerti”.

Angelo Anello
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